
Nevica. Silenziosa, bianca, leggera neve. La stessa neve che sfonda i tetti, che impedisce di tirare fuori la macchina dal vialetto di casa, che blocca il traffico, che fa chiudere scuole e uffici, che permette il ricco mercato delle settimane bianche, che completa il ciclo delle stagioni della natura favorendo alcune specie e svantaggiando altre per la sopravvivenza. Decisamente un bell'esempio di potenza. Il kung fu è come la neve, gentile, fluida ma quando ti accorgi di lei ormai sei intrappolato. Uccide solo in casi estremi. La velleità è come la neve. E' una forza che agisce silenziosa con incredibile ed ostinata costanza, anche oltre il conscio. Come tutte le grandi forme di energia è difficile controllarla. Spesso è la fonte dell'egoismo e dell'individualismo degli imprenditori. E' il carburante che spinge i giovani ragazzi a partecipare alle trasmissioni dei talent show. E' la suggeritrice silenziosa che accompagna tutti coloro che dicono di avere passione per qualcosa. Raramente ho incontrato colleghi musicisti che finalizzavano al gusto della semplice fruizione la loro creatività. Ovviamente a discapito di quanto affermano. Desiderio di affermazione, voglia di attenzioni, brama di potere, avidità di denaro, ma anche ricerca di raqgiungimento di un obiettivo, costruzione di una professionalità. Anche la semplice istintiva sopravvivenza può apparire come velleità. Proprio da qui infatti partirei per esporre il mio punto di riflessione. Nella gestione di questa notevole forma di energia possiamo affiancarle due classificazioni in positivo e in negativo, ovvero rispettivamente stimolo e pretesa. Come si capisce quando sto guidando la mia ambizione oltre la coltre della prevaricazione? Quando oltrepasso il confine dell'agonismo per entrare nel campo della rivalità? Se è un assunto che la autocoscienza è principio necessario all'autocontrollo in questo caso trovo veramente difficile riconoscere un eccesso. Accetto volentieri suggerimenti. E' facile riconoscere infatti un'infiammazione o una contusione. Molto più difficile è individuare quelle microtensioni che quotidianamente ci fanno tenere le spalle non completamente rilassate. Fermatevi un attimo in un momento qualunque della giornata e provate a concentrarvi sulle vostre spalle. Scommetto una pizza che riuscirete a farle scendere anche di un solo millimetro, a simboleggiare che non erano completamente rilassate. La molla che guida le nostre azioni a lungo termine ha questa stessa dinamica. Sono tanti piccoli progetti che portiamo avanti con persistenza perchè vogliamo arrivare ad un obiettivo. Fin qui tutto chiaro. E' su quale sia per certi versi questo obiettivo che vedo deformare il viso di questa gentile dama velleità in un mostro mitologico. Quale può essere l'obiettivo di certi politici, di cinici imprenditori, dei terroristi? Cosa vogliono ottenere? Denaro, potere? Ok e dopo che li hanno ottenuti? Una volta che ammettiamo arrivino a conquistare il mondo cosa ci farebbero? Cosa altro potrebbero volere dopo in più? La somma negli algoritmi ha il solo senso di essere un operatore per lo svolgimento di una funzione. Siamo sicuri che la felicità richieda veramente molte velleità? Pensavo ponendomi questa domanda di uscire fuori tema aggiungendo una variabile di troppo a questo sistema. Pensavo infatti di dover fissare il concetto di felicità. Dare per scontato che so qual'è il punto di arrivo e questionare sull'energia che serve per raggiungerlo. Ma sbagliavo perchè in realtà esiste già una variabile aggiuntiva che aleggia nel nostro inconscio. E' il come. Ecco la risposta al perchè delle violenze del mondo. Le persone o i gruppi o il popolo che non hanno nella cultura quel determinato concetto di morale o valore non valutano nell'equazione la variabile del modo. Il detto "il fine giustifica i mezzi" in questo ambito non funziona poichè il mezzo è parte del fine! Allora la velleità in quel caso si macchia di negatività.

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