Un viaggio attraverso la mente di un eccentrico, rischiando di ritrovarsi nella propria.

Volete rischiare di essere mangiati?

domenica 31 gennaio 2010

Capitolo I - Nascita

Il Puma non nasce certamente nero. In origine è una creatura delicata dal colore delicato e la puzza di latte. Ma già dall'inizio si capisce che è un estraneo. La sua natura lo identifica subito come un discordante, uno di quelli che in un gruppo creano scompiglio. Oppure non vengono proprio accettati in un gruppo. Chi lo sa se un predatore solitario lo è per aspirazione o per costrizione?
Sta di fatto che lui si dovette mettere subito in piedi e fare molta forza sulle zampe. Non era ben accetto nel territorio e quindi doveva conquistarsi da subito il suo spazio vitale. Era già polemica, era già piegare la bocca verso il basso nella rappresentazione di uno spiacevole dissenzo.
Ma io vorrei porre in evidenza piuttosto la positiva luce che esplodeva dai suoi grandi occhi. Non capisco ancora oggi se la dolcezza del suo sguardo significhi paura di morire, o dispiacere di uccidere.
Le cose devono essere bianche perchè si possano sporcare, ma anche qui si va sullo scontato poichè non esiste essere vivente che venga al mondo colorato. Siamo tutti neutralissimi bianchi fogli di pretesa purezza. E lui prese così la sua prima decisione importante: la mia bandiera sarà un colore neutrale e puro per sempre. Non sbagliava infatti, solo che il colore non sarebbe stato quello che immaginava. Amare, cercare affetto, essere entusiasta di tutto, cercare la luce istintivamente. Perchè dentro la luce che ci avvolge fin dalla nascita si perde tutto il nostro egocentrismo imposto per educazione e per cultura del benessere. Non ci mette tanto la pupilla ad abituarsi alla luce e da lì poi emergono i colori belli e brutti; da lì le prime zone d'ombra. i primi nascostissimi pertugi, le prime vie verso posti dove la luce non c'è. Lontani da noi, estranei a noi. Presuntuosamente indifferenti a noi, principi del nostro universo sconfinato e minuziosamente a portata di mano. E' così che veniamo al mondo noi fortunati abitanti delle terre del benessere. E perchè non vi sia fraintendimento nelle parole chiarisco che terra del benessere è l'etichetta con cui si vende il lotto incosciente e incoerente del comune.
Ma tanto lui non apparteneva a nulla di ciò, infatti il calore si sviluppava già sulla sua pelle regalandogli il privilegio del destino che si manifestava col primo spunto di riflessione: se ci fermiamo all'apparenza il colore che in natura esprime la luce e la purezza è il bianco. Ma se andiamo un pò più a fondo nella sostanza scopriamo che il colore che assorbe più luce e calore di tutti è il nero! E con generosità è quello più capace di restituire energia. Tutto è compiuto: la gente additerà il nemico; la notte sarà la sua matrigna. La sua missione è già ben oltre il sopravvivere.